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A Gaeta altri 5 milioni di euro per il complesso dell’Annunziata

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Il complesso dell’Annunziata è stato costruito dalla città di Gaeta nel 1321.Vi era un ospedale all’avanguardia, una chiesa e ricoveri per vecchi e bambini indigenti. Il Sud ha sempre avuto cura dei bisognosi, dei meno abbienti. In questa chiesa era solito recarsi a pregare Pio IX durante il suo lungo esilio del 1848. Rimase a Gaeta nove mesi, nove giorni e nove ore ( 999). La tradizione vuole che mentre pregava davanti all’immagine della Immacolata Concezione disegnata dal Pulzone, il Papa vide la sua immagine apparirgli. Un Papa non poteva dire di aver visto la madonna, ma il sacrestano sentiva parlare, ascoltava il papa.La voce si propagò per la città. Il 2 febbraio del 1849 Pio IX emanò la sua enciclica Ubi Primum Nullis. la inviò a circa seicento vescovi in tutto il mondo cristiano.

La chiesa e il meraviglioso complesso oggi è amministrato da un commissario, il dott. Raniero De Filippis che sta meravigliando la cristianità di Gaeta per il suo attaccamento alla Ipab che amministra. Nel frattempo la chiesa, per volontà di Don Fabio D’Onorio, arcivescovo  di Gaeta, è diventata Santuario e già è meta di visite pastorali e turistiche. Per molti gaetani la madonna dell’Immacolata Concezione è apparsa nella cappella d’oro dell’Annunziata e non a Lourdes, sta di fatto che una seconda apaprizione sarebbe avvenuta nell’immediato dopoguerra. A Noi oggi interessa che il complesso sia rimesso a nuovo. Sicuramente sarà tappa di un turismo religioso di prima grandezza. Accanto al complesso di cui sopra il Comune vi sta realizzando il Centro Culturale della città, trattasi del vecchio palazzo borbonico del padiglione dell’Annunziata poi battezzata caserma Cosenz dai piemontesi appena occupata la città.Ritornerà a chiamarsi con il nome di nascista.

Segreteria Particolare del Sindaco

Comunicato Stampa

Complesso Annunziata, la Regione stanzia 5 milioni di euro

La Regione Lazio ha stanziato 4,9 milioni di euro per il recupero del complesso dell’Annunziata secondo il contratto di quartiere Sant’Erasmo.

“La progettazione è partita circa dieci anni fa, con l’amministrazione D’Amante, ed è stata portata avanti nel corso del tempo per raggiungere gli obiettivi fissati: il recupero di tutto il complesso storico, miglioramento delle condizioni dei degenti con interventi sugli alloggi e sulle cucine e la realizzazione di alcune stanze da adibire a piccola attività ricettiva tale da garantire una piccola fonte di reddito. Il finanziamento regionale servirà ad intervenire sulla parte storica, come ad esempio la biblioteca ed il museo, e quella assistenziale, cioè l’Ipab. La chiesa è esclusa da questo piano di intervento – dichiara Raimondi – Nel 1999, con l’accordo di programma, il progetto ottenne un finanziamento di 9 miliardi di lire da attuare a stralci. Il primo iniziò nel 2001 con i lavori al «ponte» e all’ala lato monte. Attualmente il programma è passato sotto la gestione dell’Ater e della Regione Lazio per completare gli interventi dell’Ipabe e dell’area museale”.

“Ringrazio la Regione Lazio per questo ultimo finanziamento di 4,9 milioni per il recupero del complesso dell’Annunziata. Questa somma, che ribadisce ancora una volta l’attenzione del Presidente Marrazzo si aggiunge agli oltre 30 milioni per il ripristino della Littorina Gaeta-Formia, ai 24 milioni di euro per il potenziamento del porto commerciale e ai 2,9 milioni per la Cattedrale di Sant’Erasmo. Tutti questi milioni di euro sono il «prezzo» del nostro isolamento politico come affermato da qualcuno in un altro comune della provincia”.

Gaeta, 3 luglio 2009

Segreteria del Sindaco

Il miracolo economico del Sud nel Regno delle Due Sicilie

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SCHEGGE DI STORIA
IL MIRACOLO ECONOMICO DEL SUD
NEL REGNO DELLE DUE SICILIE
a cura di SERGIO CHITI
Il brano qui riprodotto è stato tratto dal volume
“I Savoia e il massacro del Sud”, di Antonio Ciano,
edito da GRANDMELÒ, Roma 1996

Clicca sulla immagine per ingrandire
Ferdinando II, re delle due Sicilie (1810-1859)

«Per difendere l’economia del suo regno, Ferdinando Il il 15 dicembre del 1823 ed il 20 novembre del 1824 emise provvedimenti doganali che proteggevano lo sviluppo industriale autoctono. Già nel 1818, pochi anni dopo la Restaurazione, abbandonando i criteri liberistici che producevano utili per pochi e disoccupazione per molti, il Sovrano napoletano aveva imposto dazi elevati sui prodotti stranieri importati e dazi minimi sulle merci d’importazione necessarie allo sviluppo delle sue terre. Quanto alle esportazioni, erano stati fissati dazi elevati per le materie prime che potevano essere lavorate dall’industria napoletana. Fin dal 1821, inoltre, erano stati aboliti i regolamenti sulle corporazioni. Erano stati spesso anticipati capitali ai manifatturieri da parte della Cassa di Sconto .

Questa politica fece dell’industria tessile e metalmeccanica due settori trainanti che portarono molti stranieri ad investire nel Meridione d’Italia. Tra essi ricordiamo l’industriale Guppy che, col suo connazionale Pattison, aveva intrapreso a Napoli la costruzione di macchine agricole per modernizzare l’agricoltura e la costruzione di locomotive a vapore. La fonderia di Macry ed Henry, con sede al Ponte della Maddalena, con mille addetti operava nel settore del ferro fuso.

Ferdinando Il divenne, di fatto, il più dinamico imprenditore del Regno. Nacque così il Reale Opificio Meccanico e Politecnico di Pietrarsa, nei pressi di Napoli, con mille operai specializzati, fiore all’occhiello dell’industria partenopea.

Lo stabilimento fu inaugurato nel 1840 da Ferdinando II di Borbone. Pietrarsa fu il primo nucleo veramente industriale italiano; lì si producevano, con tecnologie avanzate, treni e locomotive. Al Nord le officine della Breda nacquero 44 anni più tardi e la Fiat 57 anni dopo.

Sempre su iniziativa del Re venne istituita la Real fonderia in Castelnuovo (500 operai), la Real Manifattura delle armi in Torre Annunziata (500 operai), l’Arsenale di Napoli ed il Cantiere Navale di Castellammare (2.000 operai). 1.500 operai lavoravano alle Ferriere Mongiana in Calabria, con stabilimenti a Pazzano e a Bigonci.

Quattro altiforni producevano 21.000 quintali di ghisa, mentre 200 operai specializzati lavoravano nello stabilimento metalmeccanico di Cardinale, sempre in Calabria, e producevano 2.000 quintali di ferro.

Altri centri siderurgici e meccanici erano sorti a Fuscaldo (Calabria), Picinisco (Terra di Lavoro), Picciano (Abruzzo), Atripalda (Avellino). Altri ancora a Lecce, Foggia, Spinazzola: questi ultimi tutti specializzati nel produrre macchina agricole.

In ogni paese nacquero piccole industrie che erano il nerbo dell’economia del regno. Di notevole importanza erano le industrie per la lavorazione del cuoio e per la produzione dei colori, della pasta alimentare, delle maioliche, di vetri, cristalli, cappelli, acidi, cera, coralli, metalli preziosi, stoviglie, saponi, mobili, strumenti musicali di precisione.

Il 3 ottobre 1839 venne inaugurata la Napoli-Portici, la prima ferrovia italiana: la locomotiva a vapore coprì la distanza tra le due città in nove minuti, tra due ali di folla festante e curiosa di vedere tanta potenza in quello sbuffare di vapore. I pennivendoli post-unitari si affannarono per sostenere l’inutilità di detta ferrovia, ritenuta un passatempo ed un balocco nelle mani del Re Borbone. In realtà quegli intellettuali da strapazzo tentarono di oscurare la grandezza illuminata di Ferdinando Il che, fortissimamente, aveva voluto dare impulso all’intero assetto industriale del Regno. Altro che balocco! Dietro quella locomotiva c’erano le industrie di Pietrarsa, della Mongiana e molte altre; industrie con personale qualificato e specializzato e che preparavano i ragazzi con corsi di formazione.

Durante il discorso d’inaugurazione, Ferdinando Il espose il suo progetto ferroviario. Il Sud doveva essere attraversato da due grandi dorsali ferroviarie; la prima doveva collegare Napoli a Brindisi e dalla città pugliese la ferrovia avrebbe dovuto raggiungere Pescara, Ancona e Bologna e passando per Venezia avrebbe dovuto ricongiungersi con le ferrovie danubiane e renane. La seconda, partendo dalla Calabria e dalla Basilicata avrebbe dovuto raggiungere Roma per poi proseguire per Firenze, Genova e Torino. Nel 1840 la via ferrata raggiunge Torre del Greco, nel 1842 Castellammare di Stabia, nel 1844 Nocera e quindi Salerno. A nord di Napoli si lavorava speditamente: nel 1843 la ferrovia giunse a Caserta e nel 1844 a Capua e Sparanise.

Sulla Gazzetta Piemontese del 30 marzo 1847 Ilarione Petitti di Roreto, esprimeva la sua ammirazione per il programma ferroviario avviato nel Regno delle Due Sicilie. Il Piemonte arretrato e guerrafondaio riteneva detti programmi fantascientifici; Cavour aveva altro a cui pen- sare e la storiografia ufficiale di regime fece passare per «grandi opere» la costruzione del canale chiamato poi di Cavour.

Il 16 aprile 1855 Ferdinando Il emanò un decreto sottofirmato dal Direttore di Stato dei lavori pubblici, Salvatore Murena. L’art. 1 così recitava: “...Accordiamo concessione al Sig. Emanuele Melisburgo di costruire una ferrovia da Napoli a Brindisi…”.

Nello stesso giorno il Re firmò un altro decreto in cui all’ art. 1 dichiarava: “...accordiamo concessione al Barone D. Panfilo De Riseis, di costruire una ferrovia da Napoli agli Abruzzi, fino al Tronto, con una diramazione per Ceprano, una per Popoli, una per Teramo ed una per Sansevero…”.

Ferdinando Il aveva previsto persino una ferrovia per il trasporto degli armenti dagli Abruzzi nelle Puglie per alleviare le fatiche dei mandriani e le relative perdite di giumente compensate così da un trasporto a tariffa conveniente.

Il Nord, il Piemonte in particolar modo, non erano in grado di produrre tecnologia avanzata né di produrre cultura o arte. Il Piemonte produceva solo cannoni, la Lombardia latte, che serviva a sfamare i figli degli austriaci, ed i Veneti andavano ad ingrossare la folla di emigranti che prendevano la via delle Americhe. Edoardo Spagnuolo, nel numero 5 dei quaderni di Nazione Napoletana così commenta la fine del sogno vissuto dalle popolazioni meridionali dopo l’annessione piemontese:

“…I grandi progetti ferroviari del Governo Borbonico avevano dunque un fine preciso. Le strade ferrate dovevano divenire un supporto fondamentale per l’economia meridionale ed essere di servizio allo sviluppo industriale che il Mezzogiorno d’Italia andava mirabilmente realizzando in quei tempi.

Il governo unitario, dopo aver distrutto le fabbriche del Sud a proprio vantaggio realizzò un sistema ferroviario obsoleto che, assieme alle vie marittime, servì non per trasportare merci per le manifatture e gli opifici del meridione ma per caricare masse di diseredati verso le grigie e nebbiose contrade del Nord o delle Americhe”.»

Dopo Gaeta è la volta di Aprilia.5 liste civiche al governo della città. Destra e sinistra anche lì, sono solo indicazioni stradali

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A Gaeta è successo due anni fa: due liste civiche batterono 11 partiti di sinistra e di destra. Nacque allora lo slogan “Destra e sinistra sono solo indicazioni stradali, votate per i rappresentanti della società civile, mandiamo a casa i mandanti dello sfascio italiano che rappresentano interessi di altre regioni”. Gaeta era l’unica città in Italia, al di sopra dei 20 mila abitanti, ad essere governata da due liste ciche, di cui una meridionalista. Gaeta ha fatto lezione. Ad Aprilia si è rinnovato il miracolo. Cinque liste civiche hanno battuto prima la sinistra e poi la destra di Cusani e Fazzone, proprio come a Gaeta due anni fa. Aprilia è la seconda città del Lazio per popolazione, ha una economia industriale ed agricola di primaria importanza e si è votato in anticipo perchè la giunta passata è affogata in Acqualatina e nell’intemperanza della destra. La sinistra da queste parti è praticamente un vuoto a perdere, con un segretario del Pd dimissionario perchè incapace di quantificare la protesta. Si pensa solo ai posti da coprire in accordo la la destra, ma questi ultimi occupano il potere ormai da 15 anni, e hanno consolidato una rete di clientes da utilizzare come gladiatori alle elezioni. Un sistema di potere intoccabile. Si pensi ai 380 dipendentii di Acqualatina, società del Nord ( Questa è francese) con i suoi 380 impiegati tra i quali parenti, amici e compagni di provata fede, con paghe invidiabili e quasi intoccabili. Domenico D’Alessio come Antonio Raimondi, avanti tutta, seguiranno altre realtà nel lazio e in Italia. Il partito del Sud, con il suo piccolo nucleo di rappresentanti, con Arianna D’Arpino, nostra candidata  alle provinciali ha appoggiato le liste civiche, specie quando la Bencivenni affermò che Aprilia non doveva fare la fine di Gaeta ove vi è una giunta civica. La gente non va più a votare, ha perso il contatto con la politica partitica. Non esistono più i partiti di un tempo, esistono i personaggi, i problemi non vengono più discussi dalla base, e la società civile viene estromessa. Ecco perchè vincono le liste civiche. Destra e sinistra coprono interessi che non sono i nostri. La gente si sta accorgendo di essere stata colonizzata. I supermercati della provincia? sono tutti di società padane ( coop, Outlet, Panorama, Standa, Upim, Conad ecc ecc). Chi sono gli azionistii delle varie Turbogas, delle banche, delle discariche? chi gestisce il MOF di Fondi? Il nostro territorio è stato colonizzato e devastato dai partiti di destra e di sinistra che coprono gli interessi capitalistici del Nord.La Camorra non sta a guardare, se trova complicità tra i feudatari dei partiti si insinua nel territorio, lo gestisce creando un consenso artificiale. Il primo nucleo mafioso si insediò proprio ad Aprila con Frank tre dita, poi si allargò in tutta la provincia. Dobbiamo respingere questo attacco mortale. Fondi è una città operosa da sempre, i suoi abitanti sono stati sempre industriosi, la sua agricoltura opulenta. Oggi sembra essere strozzata da forze mafiose. Lo ha appurato una commissione di accesso voluta dal Prefetto Frattasi, confermata da altri tre prefetti spediti nella città dal ministro degli interni Maroni. Si è votato per le provinciali e il Popolo delle libertà ha avuto colà un grosso consenso, ma quest’ultimo non va d’accordo con la mafia. Il governo Berlusconi ha altri pensieri per la testa, Escort a parte, ma deve decidere, la malattia può diventare contagiosa.

Diciamo alla Bencivenni che a Gaeta ,finalmente, qualcosa sta cambiando: Non più marciapiedi fatiscenti, finalmente giardini pubblici vivibili, con giochi per bambini che sono la gioia delle mamme: la invitiamo a farsi una passeggiata sul Lungomare di Serapo, sulla piazzetta di Monte Tortone, in Via degli Eucalipti. Siamo stati ad Aprilia in campagna elettorale, le strade erano piene di buche, sembravano voragini, nè abbiamo notato giochi per bambini, villette sistemate. Siamo sicuri che D’Alessio penserà al benessere dei propri cittadini.A Gaeta son partiti i piani di zona, non si costruiva una casa da 20 anni. A gennaio saranno consegnati i primi appartamenti ai cooperatori del luogo. Per andare da Aprilia a Gaeta ci si impiega un paio di ore, tra atovelox, traffico. Vi sono solo due strade,l’Appia e la Flacca, entrambe costruite dai romani duemila anni fa,a Gaeta sta nascendo l’unica grande opera della Provincia, la ferrovia Gaeta-Formia, voluta dal Sindaco Raimondi, dall’allora sindaco di Formia Bartolomeo e soprattutto dal Governatore della regione Lazio Piero Marrazzo, che ha inaugurato anche il Polo internazionale della Nautica nell’area del Consorzio industriale, fino ad allora inoperoso sul nostro territorio. Una simbiosi tra il nostro sindaco e l’avv. Salvatore Forte ha messo in atto la sinergia necessaria per l’attuazione di questo progetto. La regione Lazio governata da Marrazzo ha sempre sostenuto progetti validi, e non ha mai guardato al colore,o se una giunta fosse di destra, di sinistra o civica. Chiedere conferma di ciò al sindaco di Priverno Umberto Macci. Gaeta con la sua giunta civica, ha trovato in Regione sempre porte aperte. Ultimamente, grazie all’assessore Astorre si sono trovati i finanziamenti per la riattazione della Cattedrale, arriveranno alla città ben 2.970.000 euro, e il Dott. Raniero De Filippis, nominato commissario dell’Ipab da Marrazzo, sta mettendo fine al letargo del santuario dell’Annunziata. Sono arrivati  ad oggi 450 mila euro per la sistemazione della Sorresca, della facciata esterna della Chiesa di cui sopra e per la sua pavimentazione storica.Altri 350 mila euro sono arrivati per la chiesa di santa Lucia. Fra qualche giorno inizieranno i lavori per l’illuminazione dei bastioni della cinta di terra della città,soldi arrivati grazie ad un bando regionale per” le città con servitù militari”. Gli uffici si stanno adoperando per mettere in esecuzioni i lavori ad un manufatto insistente su uno dei terreni della camorra acquisiti alle proprietà comunali. Sono centomila euro assegnati alla nostra città graziead  un altro bando voluto dall’Assessore Daniele Fichera a cui la giunta Raimodi ha partecipato, la mafia si combatte anche così. Diamo i nostri migliori auguri a Domenico D’Alessio, sindaco civico di Aprilia, come noi, troverà la regione Lazio disponibilissima. Il Governatore Marrazzo era a capo della Lista civica Marrazzo, grazie ai voti della quale, oggi governa la nostra regione, nonostante le difficoltà economiche e i tagli del governo centrale. Quando Prodi era al governo, regalò mille miliardi al Piemonte per riattare i beni savoiardi. Berlusconi sta regalando 150 milioni di euro alle città amiche. Un governo repubblicano dovrebbe celebrare, nel 2011, i 150 anni della nefasta invasione del Sud da parte della monarchia sabaura. Questi governanti non amano il sud se festeggiano i fasti di una monarchia che ha dato all’Italia morti a milioni e dolori, che ha fatto emigrare 30 milioni di meridionali. Gaeta fu distrutta da 160 mila bombe piemontesi, vi sono ancora le macerie di quel bombardamento, se non arrivano i soldi alla nostra città, come sono arrivati ad altre che con il risorgimento non c’entrano niente, penseremo ad andarcene con la Spagna.Siamo stati confederati con gli spagnoli per duecento anni, e mai han fatto emigrare nostri concittadini.Oggi 150 mila giovani sono costretti ad emigrare ogni anno.Il Sud ribolle, in Sicilia il movimento autonomista ha il 16% di consensi, a Lecce con la Poli Bortone, “IO SUD” è arrivata al 21 per cento. Destra e sinistra sono avvertiti, e anche il governo attuale. Nel 1860 e dintorni nel sud cento città sono state  bombardate e massacrate, i morti furono oltre un milione, e fummo chiamati Briganti. Oggi ci chiamano terroni, e vogliono anche i nostri voti? Gaeta e Aprilia sono gli apripista di una nuova era, ma lassù, non se ne sono ancora accorti.

Antonio Ciano

Come le tv di regime deformano l’informazione, e Ciano si incazza

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Questione cimiteriale a Gaeta e dintorni E-mail
Scritto da Antonio Ciano, Ass. al demanio - servizi cimiteriali

antonio ciano.jpgcimitero.jpgGaeta 22 giugno 2009 - In questi giorni, una emittente televisiva di regime, è solita parlare del cimitero di Gaeta, contro la giunta Raimondi. Il presentatore in questione, chiama il sottoscritto dieci minuti prima di una trasmisisone serale, che, avendo impegni pregressi, deve rinunciare a tale trasmissione pilotata.


Da quella trasmisisone esce fuori che la giunta Raimondi avrebbe modificato una delibera del Sindaco Magliozzi che prevedeva il pagamento in 30 anni delle 775 euro di tassa sul morto. E ogni giorno la cantilena si ripete. Tengo a precisare che la giunta Raimondi non ha mai modificato tale delibera, ma ne ha studiata una per la quasi soppressione di tale tassa. La delibera Magliozzi è stata modificata dal Commissario prefettizio Dott. Bruno Frattasi per esigenze di bilancio. Magliozzi a sua volta modificò la delibera D’Amante.


La giunta Raimondi non ha modificato un bel niente, anzi, ha dato mandato alla commissione sanità del comune di discutere e possibilmente approvare una nuova deliberazione, dettata dal sottoscritto, per la quasi soppressione della tassa sul morto, portandola da 775 a 100 euro, e facendo pagare una tassa di 10-15 euro all’anno per il mantenimento del cimitero per ogni loculo o una tantum per chi ne possedesse più di uno. In data 30-05-1996,( Giunta D’Amante) con deliberazione consiliare n.44, venivano approvate le tariffe per i servizi cimiteriali e approvato lo schema di contratto e le tariffe per la concessione in uso dei loculi e cellette cimiteriali ai sensi del D.P.R 285/90.


tombe.jpgIl versamento di Lire 1.500.000 ( oggi 775,68 euro) per la concessione del loculo, con la durata di 25 anni; Il versamento di lire 400 mila ( Euro 206,58) per la concessione della celletta ossario, per la durata di anni 50. In data 24-11-2003 (Giunta di destra) il Consiglio Comunale, con delibera n. 97, ha modificato ed integrato la propria deliberazione n.44/96 stabilendo in Euro 775,00 la tariffa per la concessione dei loculi per la durata di 30 anni e ha confermato la tariffa per le cellette ossario in Euro 206,58 variando la durata da 50 anni a 30. Sotto la reazione della gente e di alcune associazioni nate per difendere da tasse inique i loro cari estinti, la giunta Magliozzi,modificò in meglio la delibera n.97 rateizzando la somma di 775 euro in 30 anni.


In data 27-04-2007, con deliberazione del Sub Commissario Prefettizio, n.30/C sono state revocate le delibere consiliari n.97 del 24-11-2003 e n.104 del 24-11-2004 in quanto, è stato evidenziato una eccessiva parcellizzazione e diversificazioni delle concessioni per uso loculi, producendo un minor introito nelle casse comunali rispetto alle entrate imputate nel bilancio di previsione del 2006 e l’amministrazione comunale si era impegnata a rivedere la stessa nel caso in cui si fosse ravvistata la possibilità di disparità di trattamento nell’attuazione della delibnera stessa, cosa che ha poi fatto il Sub Commissario e non il sottoscritto, nè la giunta Raimondi.


cimitero.jpgInoltre in data 24-05-2007 con deliberazione del Sub Commissario Prefettizio n.50/C è stat rettificata la deliberazione n.30/C stabilendo gli interessi moratori nella misura dell1% e di prevedere, in caso di ritardato pagamento, l’applicazione degli interessi nella misura legale. Nel frattempo, una associazione ha fatto causa al comune di Gaeta perchè riteneva che la suddetta tassa sul morto fosse illegittima. Tale associazione ha perso la causa. La Magistratura ha dato ragione a D’Amante, a Magliozzi e al Sub commissario Prefettizio che l’avevano applicata. Inoltre, tale associazione è stata condannata a pagare anche 3000 euro al Comune di Gaeta. In questi giorni stanno arrivando nelle, case dei morosi cartelle cimiteriali da pagare. Un cittadino che firma un contratto o una cambiale deve esaudire quel pagamento. Gli uffici comunali devono spedire dette cartelle, altrimenti la Corte dei Conti potrebbe rivalersi su di loro. Qualche cittadino istiga ancora oggi a non pagare. Ognuno può dire ciò che gli pare, può sobillare o meno gli altri. Quando si tratta di fare politica o di fare propaganda va bene tutto, ma le istituzioni bisogna rispettarle e così le sentenze dei Tribunali. Noi siamo stati eletti per migliorare lo stato delle cose e l’amministrazione, per renderla meno oppressiva, ci stiamo provando, anche con la quasi abolizione della tassa sul morto.


In una comunità che chiamano civile, detta tassa è obbrobriosa, ma chi può legiferare a livello nazionale, dovrebbe mettere la tassa sui ricchi sfondati che arrivano con Panfili milionari nei nostri porti, dovrebbe tassare il petrolio che viene sbarcato e mandato ad arricchire l’industria del Nord, al comune di Gaeta non danno un centesimo. O questo Governo pensa veramente ad un federalismo serio o si affonda. Molte città sono affondate nella spazzatura ( Napoli di sinistra, Palermo di destra, la puzza da Terracina sta arrivando a Gaeta). Formia, dopo nemmeno un anno, è in crisi). La giunta Raimondi ha perso dei pezzi per strada, è vero, ma è più compatta che mai, e commissione o no, porterà in consiglio comunale la delibera sul cimitero, l’Avir, il Waterfront e il PUA. Intanto chiediamo al giornalista di quella emittente di regime di fare chiarezza, la Giunta Raimondi non ha modificato nessuna delibera inerente il cimitero.


Noi, che abbiamo fatto televisione, gli diciamo solo di andare a vedere quanto pagano i formiani, quanto pagano a Terracina, quanto pagano a Latina. Arrivano a pagare anche 4.800 euro a loculo. Perciò abbiamo sempre detto che la delibera Magliozzi non era male.Lo abbiamo detto nelle piazze ed in consiglio comunale.Un giornalista serio deve approfondire la notizia. Il Cimitero di Gaeta è stato chiuso per anni, lo hanno costruito i Borbone nel 1831.E’ logico che in molte parti è fatiscente, siamo qui per mettere riparo alla decandenza voluta dalle passate amministrazioni, e allora i soldi in cassa c’erano, ma si pensava ad altre soluzioni, come il cimitero che doveva nascere ai 25 Ponti. Si sono buttati milioni per gli espropri, per la costruzione dei primi manufatti, soldi che potevano essere spesi in Via Garibaldi, oggi avremmo avuto un cimitero degno di questo nome.

le eroine del Sud, Patrizia e Noemi

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Tutti si affannano, tutti a dire il contrario di tutto. Il Premier che se la fa con ragazze del Sud? “Tutte balle- dice il Premier- tutte ipocrisie della sinistra. Sono i soliti comunisti!!! sono i poteri forti che vogliono distruggermi politicamente“. E vabbè!!! Clinton, per molto meno, finì sotto processo, non perchè era andato a letto con la Lewinsky, ma per aver detto una bugia.In America, un uomo che mente non può fare il presidente della Repubblica. Invece in Italia si, può mentire. Un giorno dice una cosa, il giono appresso ne dice un’altra. L’operatore televisivo che aveva registrato la prima conversazione passa per comunista, il secondo per uno spione.I giornali e le tv del Premier si affannano nel difenderlo. Uno che va a letto con una minorenne, di solito, viene additato come un pedofilo, come un perverso, e , se denunciato, potrebbe anche prendersi qualche annetto di carcere. Ma no!!! lui non conosceva Noemi, mai vista!!ma poi escono le foto, mannaggia!!! il fotografo è comunista, e lo sapete, i comunisti vogliono la sua morte politica!!! mannaggia!! Il Premier si faceva chiamare “Papi”, e una volta, pare abbia risposto a Noemi: “Cara, non chiamarmi Papi, ma Papa!” e si presentò in vestaglia vestito da Pontefice Maximo.Maledetti comunisti!!! anche i reporter sono tutti comunisti, si, quelli che fanno foto e scrivono contro di me. Ma che dite? gli italiani mi amano, ho preso 2.700.000 voti”, pare abbia detto il Premier. Un comunista vero ha risposto: Mbè, i voti che ha preso? significa che in Italia vi sono 2.700.00 mila pedofili, tanto che, ogni giorno, la polizia postale, ne becca in quantità su Internet,che smanettano dalle Alpi alle Piramidi, uno dei quali è sotto processo a Latina, smanettone di antenne e di bambine. Ma se li beccano tutti e vanno in galera, poi chi vota IL Presidente? perciò lasciamone almeno un paio di milioni fuori, nelle loro case a smanettare su Internet,altrimenti chi voterà per il Premier? Allora parliamo di cose serie, di gialli politici, di fantapolitica. E se il mandante di queste operazioni fosse il brigante Chiavone? Lui si che se ne intendeva!!! Chiavone, alias Luigi Alonzi di Sora, comandato dal Brigante del Sud di Gaeta, città martire della massoneria e del risorgimento piemontese. Luigi era solito scoparsi le mogli dei liberali del tempo, dopo averle sequestrate, se le portava nella foresta appenninica e le “faceva addicriare”, parola di Chiavone!! ma un giorno, rapì la moglie del Generale Tristany.generale borbonico.Fu fucilato!

Il brigante del Sud, segretario del partito del Sud, ossessionato dalla massoneria che ha massacrato l’ex Regno delle Due Sicilie, e sapendo che l’attuale Premier è un massone piduista, tessera  1816, e vedendo spogliare di nuovo il territorio del Mezzogiorno d’Italia, si attiva con le sue brigantesse di fiducia. Le chiama a rapporto nella grotta delle marmotte a Gaeta, chiama i suoi agenti segreti tarantini, quelli che a Zanne servirono Pirro,e studia il piano per far inciampare il Premier della repubblica delle banane, e se uno scivola su una buccia di banana è fottuto. Chiama un centinaia di brigantesse iscritte al suo partito, tutte disposte a salvare il Sud, tutte disposte, per ragion  di stato, come la zoccola Castiglioncella che la dava a tutta la corte torinese e parigina, anche a parenti ed amici, al Vittorione e al Napoleone secondo. Il brigante del Sud  ne sceglie una decina e le mette in azione. Dovete portarmi le prove che il massone è un impotente pirla, non voglio Pirlo, gran giocatore, ma il pirla. Voglio la sua testa di minchia. Dobbiamo agire come Ulisse, con astuzia, visto che grazie alle sue tv è invincibile, come Achille. Ma a sconfiggere i troiani ci vogliono le brigantesse, saranno fatte passare dal suo Giornale per troione, ma salveranno il Sud dalla Lecca Nord che impone al premier leggi razziste, leggi contro la pubblica decenza. Il partito Feccia Italia deve cambiare nome, si chiamerà, da oggi in poi, partito delle libertà di scopare. Ma che avete capito? di scopare le strade di Napoli dove governano i comunisti. Ma quando il Premier si trova davanti a Noemi, brigantessa del Sud, pensando alla giovane Lariuccia, se ne innamora. Il gioco è fatto. Poi l’agente segreto tarantino gliene porta una “cruella”, tutte avvenenti, tutte belle.Vergini no, di questi tempi è cosa rara anche nel profondo sud, ma son belle, fresche e si fanno pure pagare duemila euro a notte  che servono a finanziare il partito. Dopo il putiferio sulla stampa, parlano di Patrizia come “escort”, ma alli mortacci loro, è una parola insana, Pat e Noemi sono solo due eroine, han fatto fuori il Premier, sono brigantesse, iscritte al partito, si sono immolate per salvare l’Italia da un clown, da un massone piduista. Cavour era un massone calvinista monarchico, eppure ancora oggi gli dedicano strade e portaerei. Al Premier dedicheranno il Ponte di Messina. Questa è l’intenzione del  Grande Vecchio. Noi del Partito del Sud, una volta al potere, lo intitoleremo a Noemi a Patrizia, eroine immolatesi alla causa e alla ragion di stato.Evviva il Sud!!!

Firmato- il brigante Luigi Alonzi, detto Chiavone

Nelle registrazioni audio che la D’Addario ha eseguito a Palazzo Grazioli
sono raccontati gli incontri col premier. Si distingue la voce del premier

Quell’invito del premier a Patrizia
“Vai ad aspettarmi nel letto grande”

La mattina dopo, lui la chiama. Lei ha la voce rauca: “Strano, questa notte non ho sentito strilli”
di CARLO BONINI

Quell'invito del premier a Patrizia "Vai ad aspettarmi nel letto grande"

Patrizia D’Addario

BARI - Cosa documentano le registrazioni audio che Patrizia D’Addario ha clandestinamente inciso nell’autunno dello scorso anno a Palazzo Grazioli e quindi consegnato alla Procura di Bari a sostegno dell’attendibilità del racconto delle sue due visite?

La magistratura, mercoledì scorso, le ha secretate, apponendo i sigilli agli originali dei nastri su cui sono incise, e ha disposto che non ne venissero effettuate le trascrizioni. Negli ultimi otto mesi, quelle registrazioni sono state libere da vincoli, perché nella piena ed esclusiva disponibilità della donna.

Ora, tre fonti diverse e indipendenti che hanno avuto nel tempo accesso diretto all’ascolto delle registrazioni, o, quantomeno, ad alcuni dei loro passaggi salienti, riferiscono a Repubblica parte del contenuto. Con indicazioni coincidenti. A cominciare dalla cattiva qualità del sonoro, disturbato da fruscii di fondo.

Eccone dunque il dettaglio.

Ottobre 2008. Patrizia D’Addario è per la prima volta a Palazzo Grazioli. La si ascolta mentre si presenta con un nome di battesimo che non è il suo (”Alessia”, come racconterà al Corriere della Sera il 17 giugno scorso) al presidente del Consiglio, la cui voce, a sua volta, si riconosce benché sovrapposta ad una musica di fondo che accompagna la conversazione. La D’Addario dice di essere la titolare di un’agenzia immobiliare. Aggiunge che non è facile per una donna single mandare avanti un’attività di quel genere. Si sente quindi ancora la voce del presidente del Consiglio impegnato a mostrare quelli che si intuisce siano dei quadri.

4 Novembre 2008. Patrizia D’Addario è per la seconda volta a Palazzo Grazioli. Non è un giorno qualunque. Mentre in Italia si fa notte, negli Stati Uniti mancano poche ore allo spoglio che dichiarerà presidente eletto Barack Obama.

Si distingue la voce del presidente del Consiglio che si rivolge a Patrizia spiegandole che si assenterà per fare una doccia e mettere un accappatoio. Il presidente invita la donna ad aspettarlo nel “letto grande“. Patrizia risponde affermativamente - “Sì nel letto grande” - aggiungendo un dettaglio che si riferisce al letto e non risulta comprensibile all’ascolto.

Una successiva sequenza registra un qualche trambusto con voci di estranei che avvertono il presidente dell’elezione di Obama e lo sollecitano ai suoi impegni istituzionali. Patrizia - riferiscono due fonti diverse - spiegherà che il personale di Palazzo Grazioli ha urgenza di ricordare al presidente che è atteso da un appuntamento esterno. Una circostanza, questa, che per altro trova conferma in un dato obiettivo. In quelle ore, Silvio Berlusconi è atteso allo spazio Etoile a Roma dove la Fondazione Italia-Usa ha organizzato una serata ufficiale (ripresa in diretta da Skytg24) per la notte elettorale americana. Un evento cui partecipano almeno 500 ospiti, tra cui un centinaio di parlamentari, e onorata da un messaggio video dell’allora ambasciatore americano in Italia Ronald Spogli e a cui il Presidente del Consiglio (la cui presenza era stata annunciata da almeno due settimane) non arriverà mai.

5 novembre 2008. Patrizia D’Addario registra una chiamata telefonica in entrata. Si riconosce la voce del presidente del Consiglio che le chiede “come va”. La donna risponde di essere “un po’ rauca”. Il presidente, di rimando, si dice ironicamente sorpreso perché la notte precedente non ha sentito “strilli”.

Quello stesso giorno, c’è una seconda telefonata registrata. L’interlocutore di Patrizia è Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore che le ha negato il compenso pieno (2000 euro) pattuito per la prima volta a Palazzo Grazioli (”Perché non ero rimasta”, spiega lei nella sua intervista al “Corriere della Sera”). La D’Addario è arrabbiata. Dice di aver ricevuto soltanto “una tartarughina” per la notte e chiede conto dei 2000 euro.

Alle registrazioni si accompagnano, come detto, anche delle fotografie, scattate dalla D’Addario con il suo telefonino all’interno di Palazzo Grazioli. Di queste, “Repubblica” ha avuto conferma solo di un dettaglio, per altro anticipato dal Corriere della Sera, due giorni fa. Vale a dire, un’immagine che ritrae la foto incorniciata di Veronica Lario. Le altre istantanee - per quanto è dato sapere al momento - ritraggono altrettanti dettagli delle stanze della residenza privata del presidente del Consiglio.

(20 giugno 2009) Tutti gli articoli di politica

Il Sud sente l’esigenza di riorganizzarsi

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La filosofia dei supermercati comprasud è del Partito del Sud, Erasmo Vecchio , vicecoordinatore del partito in Sicilia,ne è stato il profeta e Lombardo non c’entra niente.  (Partito del Sud)

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Massimo D’Alema e l’altra Italia Il Sud

Il Governo non ha più una politica per il Mezzogiorno, ma rappresenta solo il Nord” dice D’Alema presentando al ballottaggio la squadra che va da rifondazione comunista alla trasfuga di An Adriana Poli Bortone, passando per l’UDC di Casini e l’IDV di Di Pietro, e poi PD e sinistra e libertà di Vendola, Comunisti Italiani e liste civiche di ex diessini, Qualcuno lo definisce un arcobaleno, altri prove di resistenza estrema per battere Berlusconi un domani

Malumori in casa rifondazione, qualcuno non sopporta tutto questo e l’unico consigliere finora eletto si dimette prima ancora del proclama.

In

Inizialmente fu la naturale protesta alla Lega di Bossi che voleva dividere in tre l’Italia e cosi per oltre due mesi i siciliani, non coprarono più nulla che venisse prodotto al nord o al centro solo prodotti, dell’illuminato e tecnologico Regno delle due Sicilie, poi nasquerò i Supermercati Compra Sud , una catena presente in Sicilia e nel sud, dove si commercializzano solo prodotti da Caserta a Pantelleria. Politicamente Lombardo ne incarna la filosofia con il suo Movimento, ora è la volta di Massimo D’Alema
Il Governo non ha più una politica per il Mezzogiorno, ma rappresenta solo il Nord” dice D’Alema presentando al ballottaggio la squadra che va da rifondazione comunista alla trasfuga di An Adriana Poli Bortone, passando per l’UDC di Casini e l’IDV di Di Pietro, e poi PD e sinistra e libertà di Vendola, Comunisti Italiani e liste civiche di ex diessini, Qualcuno lo definisce un arcobaleno, altri prove di resistenza estrema per battere Berlusconi un domani

Malumori in casa rifondazione, qualcuno non sopporta tutto questo e l’unico consigliere finora eletto si dimette prima ancora del proclama.

Intanto l’UDC dice che appoggia anche Emiliano a Bari e lo farà con tutti in candidati di centro sinistra

Mentre la Poli Bortone, che è stata anche sindaco amata di Lecce, tiferà per il candidato alla provincia del centro-sinistra.

Certo capisco, lo storcere la bocca di chi è sinceramente di Sinistra o di destra o di centro, qualche segretario dei partiti padroni, dira che ci azzecca, la Poli Borbone, con Vendola con D’Alema, ma se si andasse veramente oltre lo steccato?

E questo non fosse la solita unione per battere Silvio Berlusconi, ma un sincero tentativo di andare oltre lo steccato appunto alla Obama una “scossa” nuova, un nascente Polo della Solidarietà contro tutti gli egoismi della sinistra del centro e della destra, una seria e riformista risposta all’egoismo della Lega, delle ronde, delle respinsioni di esseri umani il cui unico peccato è essere affamati, essere poveri.

Certo, che allora il test dei ballottaggi avrebbero uno spessore politico diverso, proprio dal Sud una nuova speranza, no finalizzata per battere Berlusconi IV, ma di fare un fronte della Solidarietà, del rispetto e tutela dell’ambiente, per fronteggiare gli egoismi, per difendere le nostre Istituzioni ormai difese solo da Fini, calato totalmente nel suo ruolo Istituzionale di terza carica dello Stato.

Un andare oltre lo steccato… magari scegliendo come mezzo di selezione dei candidati le primarie aperte per legge, dando un sogno al figlio del marrocchino, nato in Italia da madre italiana e padre, che arrivò con negli occhi la speranza di una vita migliore e che ha trovato lavoro, l’amore di una giovane donna del Bel Paese, che a sacrifici ha fatto studiare il figlio, sino a vederlo laureato ed ora candidato come Premier… scusate mi ero dimenticato che sono in Italia e non nella democratica America si quella dove è normale giurare su una Costituzione che a nessuno verrebbe in mente di cambiare, dove fra mille contradizioni, si spengono le centrali nucleari e si vuole l’energia foto voltaica, e si chiede alla Fiat motori a basso consumo ed ecocompatibili, scusatemi, se qui l’unico sogno rimasto è arrivare alla terza settimana, ed uscire dal precariato… Peccato sarebbe bello avere un sogno italiano di solidarietà di tutela dell’ambiente, un nuovo soggetto politico, dove non ci si chieda più da dove si viene, ma cosa insieme possiamo fare per migliorare la nostra vita, la vita dei nostri cari della nostra comunità che si chiama Italia. E sarebbe bello se questo moderno Comitato di liberazione dagli egoismi di destra di sinistra di centro, partisse proprio dal Sud… Questa si che sarebbe una bella “scossa”.
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Sta arrivando l’altro Sud

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Ispiratore dei comprasud è Erasmo Vecchio,vicecoordinatore del Partito del Sud.Lombardo non c’entra niente.

L’altra Italia il sud si organizza a resistere alle “scosse”

Il Governo non ha più una politica per il Mezzogiorno, ma rappresenta solo il Nord” dice D’Alema

mercoledì 17 giugno 2009 di Umberto Calabrese

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Inizialmente fu la naturale protesta alla Lega di Bossi che voleva dividere in tre l’Italia e cosi per oltre due mesi i siciliani, non coprarono più nulla che venisse prodotto al nord o al centro solo prodotti, dell’illuminato e tecnologico Regno delle due Sicilie, poi nacquerò i Supermercati Compra Sud , una catena presente in Sicilia e nel sud, dove si commercializzano solo prodotti da Caserta a Pantelleria. Politicamente Lombardo ne incarna la filosofia con il suo Movimento, ora è la volta di Massimo D’Alema

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Massimo D’Alema e l’altra Italia Il Sud

Il Governo non ha più una politica per il Mezzogiorno, ma rappresenta solo il Nord” dice D’Alema presentando al ballottaggio la squadra che va da rifondazione comunista alla trasfuga di An Adriana Poli Bortone, passando per l’UDC di Casini e l’IDV di Di Pietro, e poi PD e sinistra e libertà di Vendola, Comunisti Italiani e liste civiche di ex diessini, Qualcuno lo definisce un arcobaleno, altri prove di resistenza estrema per battere Berlusconi un domani

Malumori in casa rifondazione, qualcuno non sopporta tutto questo e l’unico consigliere finora eletto si dimette prima ancora del proclama.

Intanto l’UDC dice che appoggia anche Emiliano a Bari e lo farà con tutti in candidati di centro sinistra

Mentre la Poli Bortone, che è stata anche sindaco amata di Lecce, tiferà per il candidato alla provincia del centro-sinistra.

Certo capisco, lo storcere la bocca di chi è sinceramente di Sinistra o di destra o di centro, qualche segretario dei partiti padroni, dira che ci azzecca, la Poli Borbone, con Vendola con D’Alema, ma se si andasse veramente oltre lo steccato?

E questo non fosse la solita unione per battere Silvio Berlusconi, ma un sincero tentativo di andare oltre lo steccato appunto alla Obama una “scossa” nuova, un nascente Polo della Solidarietà contro tutti gli egoismi della sinistra del centro e della destra, una seria e riformista risposta all’egoismo della Lega, delle ronde, delle respinsioni di esseri umani il cui unico peccato è essere affamati, essere poveri.

Certo, che allora il test dei ballottaggi avrebbero uno spessore politico diverso, proprio dal Sud una nuova speranza, no finalizzata per battere Berlusconi IV, ma di fare un fronte della Solidarietà, del rispetto e tutela dell’ambiente, per fronteggiare gli egoismi, per difendere le nostre Istituzioni ormai difese solo da Fini, calato totalmente nel suo ruolo Istituzionale di terza carica dello Stato.

Un andare oltre lo steccato… magari scegliendo come mezzo di selezione dei candidati le primarie aperte per legge, dando un sogno al figlio del marrocchino, nato in Italia da madre italiana e padre, che arrivò con negli occhi la speranza di una vita migliore e che ha trovato lavoro, l’amore di una giovane donna del Bel Paese, che a sacrifici ha fatto studiare il figlio, sino a vederlo laureato ed ora candidato come Premier… scusate mi ero dimenticato che sono in Italia e non nella democratica America si quella dove è normale giurare su una Costituzione che a nessuno verrebbe in mente di cambiare, dove fra mille contradizioni, si spengono le centrali nucleari e si vuole l’energia foto voltaica, e si chiede alla Fiat motori a basso consumo ed ecocompatibili, scusatemi, se qui l’unico sogno rimasto è arrivare alla terza settimana, ed uscire dal precariato… Peccato sarebbe bello avere un sogno italiano di solidarietà di tutela dell’ambiente, un nuovo soggetto politico, dove non ci si chieda più da dove si viene, ma cosa insieme possiamo fare per migliorare la nostra vita, la vita dei nostri cari della nostra comunità che si chiama Italia. E sarebbe bello se questo moderno Comitato di liberazione dagli egoismi di destra di sinistra di centro, partisse proprio dal Sud… Questa si che sarebbe una bella “scossa”.

Il coraggio delle sfide impossibili

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partito_sud_logo.pngGaeta 17 giugno 2009 - I soloni della politica continuano a darci lezioni. Raimondi ha perso, la destra ha vinto, la sinistra ha perso. I nuovi cantori,e pensiamo a qualche consigliere del Popolo delle Libertà, a giornalisti partigiani, a tifosi e ascari dei partiti del Nord, la competizione europea e provinciale ha dato alla testa.


Il popolo delle Libertà e il Pd hanno perso sette milioni di voti, e cantano vittoria. L’imbecillità è madre degli stolti. Il Pdl di Gaeta va fiera del voto,canta vittoria, Cusani ha vinto. Vero, ma il PDL di Gaeta non ha eletto nessun consigliere provinciale, per la prima volta nella storia di quella formazione politica facente capo agli interessi nordisti di Berlusconi. Qualcosa sta scricchiolando. Nemmeno il loro deputato europeo Zappalà è stato eletto, trombato dal popolo delle libertà che ha preferito dirottare il voto verso Silvia Costa e De Angelis, del centro sinistra. E cantate vittoria! avanti così, arriverete lontani. Un tempo, dopo le elezioni, si usava fare autocritica, si faceva l’analisi del voto, ma qui vincono tutti. Berlusconi, che prevedeva la maggioranza assoluta, ora deve accontentarsi del 35 per cento,voti di AN compresi.

Alla provincia c’è caos, non esiste una maggioranza di fatto, l’UDC potrebbe tirare un colpo basso a Cusani, visto il comportamento sleale del PDL a Formia. La destra è allo sbando, spaccata, guerra di fazioni, di correnti, pugni in faccia e calci nel sedere. La cecità politica non fa vedere oltre la siepe. A Gaeta c’è un responsabile politico nel PDL, o no? Nessuno ha chiesto le sue dimissioni,nessuno ha chiesto di azzerare la cariche. Hanno mandato allo sbando il buon Massimo Magliozzi, lo hanno isolato, ma non ha sfigurato alle elezioni, anche se non eletto. Il PDL di Cosimino Mitrano ha fallito in tutto. Aveva puntato sulla Fralicciardi, ma la corazzata è affondata. Una destra allo sbando che ha fatto rinascere il PD di Gaeta e l’avversario mortale di Magliozzi, Mauro Sasso, entrambi eletti alla provincia. Uno smacco che nei prossimi cinque anni sarà difficile smaltire.Il consigliere Ranucci, brava persona, onesta,se la prende con la giunta Raimondi, che a suo dire sarebbe inetta, ma non vede oltre la siepe, forse politicamente non ci arriva.Formia, dopo nemmeno un anno, è in crisi, il suo partito, colà poco serio, ha messo in crisi la giunta del Sindaco Forte.

Michelone è un patriota, sa che la sua città potrebbe finire nelle mani dei fondani e combatte da sempre la sua battaglia contro, e in questi giorni ha detto che a Formia succedono cosa da pazzi. I pazzi non sono quelli di sinistra,ma i suoi amici di cordata del PDL, affamati di potere. Terracina, amministrata dal centrodestra sta per essere sommersa nei debiti e nella monnezza, Pontinia ha chiuso per fallimento, Aprilia, la seconda città pontina è affogata in Acqualatina; Fondi è stata visitata da una commisisone di accesso voluta dal prefetto Frattasi e visitata da altri tre prefetti voluti dal ministro degli Interni Maroni che, a suo dire, dovrebbe essere chiusa per mafia. Una situazione devastante per la nostra provincia. Il popolo fondano, ha ridato fiducia ai responsabili di una situazione poco lucida.

Il voto non può sostituirsi alla giustiza, non può sostituirsi alle commissini di accesso governative, Lo Stato deve essere al di sopra delle fazioni partitiche, e che un comune, sia esso di destra che di sinistra, se vi sono delle infiltrazioni mafiose, deve essere sciolto.Ma Ranucci, per far dimenticare i guai destrorsi, se la prende con la giunta Raimondi, ritenuta da lui, inetta. A gennaio prossimo, dopo due anni dal suo insediamento, saranno consegnate le prime case in cooperativa, a giorni partirà il piano di zona di Muro Torto,dove si costruiranno i primi nove appartamenti di case popolari dopo 19 anni, già finanziati dall’Ater di latina, e tra non molto, il comparto B5.di Calegna. Sarà portato al prossimo consiglio comunale il C3, 12 ettari di terreno che saranno dati alle cooperative.

Per andare da Latina a Formia vi sono slo due strade, la Flacca e l’Appia, entrambe costruite dai romani 2000 anni fa, noi le abbiamo solo asfaltate.
L’unica grande opera l’ha voluta la giunta Raimondi e si sta costruendo,la linea ferroviaria Formia- Gaeta, finanziata dalla regione Lazio del Governatore Marrazzo con 26 milioni di euro. e l’ex sindaco di Formia Sandro Bartolomeo. Altri tre milioni sono stati erogati dalla Regione per la cattedrale che la destra aveva regalato alla Curia perchè non riusciva a trovare i soldi per la sua ristrutturazione, noi li abbiamo trovati, grazie all’intervento dell’ass ragionale Bruno Astorre e grazie all’interessamento del Dott. Raniero De Filippis, commissario della Ipab dell’Annunziata che ha fatto arrivare anche 30 mila euro per il pavimento del Santuario, 240 mila euro per la facciata esterna della Chiesa e 190 mila euro per la chiesa della Sorresca, i cui lavori sono in corso. Fra un mese partiranno i lavori per la  illuminazione dei bastioni della cinta muraria del fronte di terra, un impegno di 156 mila euro, un bando regionale vinto per le città con servitù militari a cui, nè destra, nè sinistra avevano mai partecipato.La città sarà più bella di notte, ne beneficeranno i turisti, i cittadini di gaeta, e soprattutto i commercianti. Se questa è inefficienza, allora viva la inefficienza di Raimondi. Ranucci ci spieghi come mai i comuni amministrati dal centro destra sono così efficienti nel procurare debiti, monnezza, e mafie varie. La colpa però è di Raimondi, che avrà anche sbagliato a candidarsi, ma bisogna riconoscergli il coraggio della sfida, il coraggio di non essersi asservito ad un partito del Nord, di destra o di sinistra che si voglia, che per il Partito del Sud, lo ripetiamo forte, sono solo indicazioni stradali.

Il consigliere Gallinaro, ha fatto una scelta di campo, ha abbandonato la maggioranza Raimondi per la destra di cui sopra, c’è voluto proprio un coraggio da leone.Ognuno è libero di scegliersi la propria strada.Luca Gallinaro, da dottore qual’è, può diagnosticare una cura al sistema malato in cui ha deciso di militare. Noi siamo convinti che questo sistema è al top, dopo 150 anni di malversazioni contro il Sud. Sud spogliato, diffamato, esorcizzato, calunniato, colonizzato dal Piemonte prima e dai lombardi oggi. Il Nord ha rubato al Sud l’anima,la dignità, la cultura, l’economia, la politica. Molti hanno criticato il nostro segretario per i pochi voti presi in provincia. Vero, ma a lui interessava il timbro istituzionale del partito del Sud, compreso il simbolo. Nessuno può toccarglielo. Lombardo in Sicilia ha preso il 16%, togliendo al PDL 1.300.000 voti, Miccichè è in crisi profonda. Il Meridionalismo, nato a Gaeta, sta contagiando il Sud partendo dalla Trinacria. A Lecce la Poli Bortone, con la lista IO SUD ha preso il 21 %. Tutti vogliono li Partito del Sud, ormai se ne parla a Porta a Porta ogni sera.

Noi diciamo che il Partito del Sud c’è già: Forse a settembre ci sarà una costituente meridionalista, forse alle prossime regionali la geografia politica italiana comincerà a cambiare, si va delinenado un Partito del Sud ed uno del Nord.La storia è fatta di corsi e ricorsi, e i meridionali , una volta acquisita la coscienza di essere stati ingannati e colonizzati, si ribelleranno allo strapotere dei partiti del Nord che ci governano da 150 anni. Hanno prodotto solo spazzatura, Mafia, Camorra ed una emigrazione biblica. Dal 1861 sono emigrati dalle terre del Sud 30 milioni di meridionali. Ogni anno lasciano le loro terre 150 mila giovani. Destra e sinistra fanno finta di non sapere. Finalmente a Luglio approderanno in consiglio comunale i grandi progetti: la variazione della cubatura della delibera D’Amante del ‘97 inerente l’area AVIR, il Waterfront e il PUA.Le chiacchiere le lasciamo ai soloni della politica. La giunta Raimondi sta cambiando la fisionomia della città. Quando tra tre anni finirà il suo mandato i gaetani saranno riconoscenti alla giunta civica che l’amministra.


A Casamassima la Miss Due Sicilie

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Un successo la prima edizione del concorso Miss Due Sicilie e Brigantessa del Sud
E-mail

Scritto da Francesco Laricchia - Rete Sud
miss_sud_2009_ico.jpgCasamassima (BA) 14 giugno 2009 - Centinaia di persone hanno partecipato alla 1^ edizione del concorso per la
elezione di Miss Due Sicilie e Brigantessa del Sud organizzato dall’Associazione
Rete Sud a Casamassima il 13 giugno in occasione della Festa Nazionale
regnicola.
Il concorso che non si basa su bellezza o formosità delle partecipanti ma
esclusivamente sulla provata capacità, determinazione e grinta delle stesse, ha
visto attribuire la fascia di Brigantessa del Sud ad una emigrata dalla
repubbliche russe mentre le altre due fasce (miss e lady) sono andate a due
partecipanti della provincia di Bari.

stemma_borbone.jpgLa Giuria del concorso, formata oltre che dallo scrivente dagli amici
Marabello, Linzalone, Luisi, Gentile e dalle gentili consorti, era presieduta
dal generale Giuseppe Rella.
A tutte le partecipanti è stato consegnato un diploma di partecipazione
riportante in bella vista lo stemma del Regno ed alcuni dei Primati del Sud
preunitario.
Nel corso della serata non è mancato lo spazio per piccole “pillole di
storia” che pubblico e partecipanti hanno mostrato di gradire.

Per il prossimo anno è intenzione dell’Associazione svolgere il concorso in
più tappe nelle città del Sud sperando di poter condividere l’organizzazione
degli eventi con le tante associazioni duosiciliane operanti nel meridione.


miss_sud_2009_01.jpg
Le finaliste del concorso Miss Due Sicilie e Brigantessa del Sud

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Le finaliste del concorso Miss Due Sicilie e Brigantessa del Sud

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Casamassima (BA) - La folla presente al concorso

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Casamassima (BA) - La folla presente al concorso


Dopo trent’anni, stasera potremo vedere il film sull’eroico Omar Muktar su Sky, resistente al fascismo e ai savoia

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Dopo trent’anni, via il divieto italiano
al «Leone del deserto»

La memoria è spesso dolorosa, ma gli italiani sono maestri nell’esercizio dell’oblio: delle pagine nobili ma «politicamente imbarazzanti», come l’eroismo del console fascista Guelfo Zamboni, che salvò dalla deportazione tutti gli ebrei italiani di Salonicco; e delle pagine vergognose, legate al passato coloniale. Come accadde in Libia con la feroce repressione del generale Graziani, inviato da Mussolini per stroncare la resistenza di tremila guerriglieri senussi, guidati dall’eroe beduino Omar Mukhtar.

Gheddafi è arrivato a Roma con la sua foto appuntata sulla divisa. Mukhtar fu impiccato da prigioniero di guerra. All’inizio degli anni 80 Gheddafi decise di finanziare un film colossal su Mukhtar, «Il leone del deserto», con il meglio dello star system di allora: Anthony Quinn, Irene Papas, Rod Steiger, Oliver Reed, Raf Vallone e Gastone Moschin. Denis Mack Smith lo definì un documento unico sulle atrocità coloniali.

In Italia il film è stato vietato per quasi 30 anni. Nessun distributore lo ha acquistato, e quando fu proiettato in una sala di Trento intervenne la Digos con l’ordine di sequestro voluto da Giulio Andreotti per «vilipendio delle forze armate italiane». Tutti i tentativi di riproporlo (Craxi l’aveva promesso a Gheddafi) sono falliti. Fino a oggi ( Sky lo propone questa sera alle 21 su Cinema Classics). Il colonnello, sul divieto del film, ha ragione. Anche se vi fece inserire una bugia, distinguendo il ruolo di Mukhtar dalla Confraternita islamica dei senussi, di cui re Idris era la bandiera. Voleva che diventasse un prode cavaliere solitario, per potersene proclamare erede.

Antonio Ferrari
11 giugno 2009

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